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Sfida mediatica sulla crisi. Beirut, fine missione dal 2027. Ben Gvir: proteste vietate. Yemen, raid sui leader Houthi

Dalla carestia alle sparizioni forzate, dalla mancata tregua agli sfollamenti, Israele torna sotto accusa per la gestione del conflitto a Gaza e cerca di contrastare la valanga di critiche che si abbattono sul governo Netanyahu. Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (Pam o Wfp, World Food Programme) ha avvertito giovedì che Gaza è "al punto di rottura" e ha chiesto di riattivare urgentemente i 200 punti di distribuzione alimentare della propria rete, per prevenire la diffusione di sacche di carestia. Al momento, nella Striscia, sono funzionanti solamente 4 punti di distribuzione del cibo affidati alla Gaza Humanitarian Foundation (la Ghf sostenuta da Usa e Israele), attorno ai quali si continua a registrare grande caos e dove sarebbero stati uccisi oltre mille palestinesi (19 solo ieri), secondo fonti non verificabili di Hamas. "Il troppo è troppo. Gaza è al punto di rottura. La disperazione sta aumentando vertiginosamente, e l'ho visto in prima persona", ha dichiarato la direttrice esecutiva del Pam, Cindy McCain, dopo aver incontrato a Gaza bambini palestinesi affamati, definiti "irriconoscibili" rispetto alle foto di qualche mese fa.