Anche se la pratica religiosa in Italia è in costante calo, gli enti religiosi sono ancora, e sempre più, in prima fila per fronteggiare i rischi sociali e porre rimedio alle carenze del welfare. Le risorse che vanno a finanziare questi interventi sociali provengono dall’8 per mille, dalle donazioni dei fedeli, dai lasciti testamentari, dai proventi di alcune attività economiche e dai contributi degli enti locali. Secondo gli ultimi dati riportati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze più di 17 milioni di contribuenti (il 40%) hanno indicato una scelta valida di ripartizione dell’8 per mille del reddito.