ROMA - In testa c’è l’edilizia scolastica. Poi la fame nel mondo e le calamità naturali, seguiti dalla conservazione dei beni culturali. In coda l’assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati. Ecco la ripartizione della quota dell’8 x per mille a diretta gestione statale, quella che corrisponde alle scelte fatte dai contribuenti quando compilano la dichiarazione dei redditi.

Le voci compaiono accanto alla casella “Stato” nella sezione dedicata del 730. Il contribuente può scegliere, quindi, di indicare una destinazione puntuale per l’importo che intende dare allo Stato italiano.

Dalle scelte ai fondi

Il governo ha ripartito le risorse per il 2024. A deliberare la suddivisione è stato il Consiglio dei ministri che si è riunito a Palazzo Chigi il 30 luglio.

In tutto 202 milioni. La quota espressa ammonta a 128 milioni, mente quella inespressa, destinata genericamente allo Stato, è pari a 73 milioni. Da quest’ultimo importo deve essere stralciato il 20% (14,7 milioni), che la legge destina all’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).