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28 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 21:59

Sono stati almeno 30mila i sanitari che oggi, 28 agosto, hanno digiunato in segno di protesta per chiedere la fine dello sterminio a Gaza. Un numero ben più alto di quanto avessero preventivato gli stessi organizzatori. Una grande manifestazione di solidarietà e di attivismo per il mondo della sanità italiana, che ha coinvolto medici ospedalieri, di famiglia e operatori in tutta Italia. Tutti orchestrati dalla rete #digiunogaza, dall’organizzazione “Sanitari per Gaza” e dalla campagna Bds (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni). Perché “per chi deve salvare vite, è impossibile stare in silenzio davanti al genocidio”. Ma questa presa di posizione netta, non è stata pienamente condivisa dall’ordine dei medici, che tramite le dichiarazioni del suo presidente, Filippo Anelli, pur plaudendo all’iniziativa, ha denunciato le azioni di boicottaggio contro Tel Aviv, perché “danneggiano il popolo israeliano, vittima e non responsabile di questa ingiusta guerra”. Dichiarazioni che hanno scatenato la dura reazione dei promotori del Digiuno.

“I medici e i sanitari che operano nell’ambito del servizio sanitario nazionale che hanno aderito oggi alla giornata di digiuno si dissociano da quanto dichiarato dal presidente Anelli“, si legge in una lettera firmata da molti medici ospedalieri. “Noi non prendiamo le distanze da iniziative di boicottaggio nei confronti di aziende che finanziano le operazioni militari di Israele contro i civili, le donne, i bambini, i giornalisti e i medici a Gaza – prosegue il testo -. Chiediamo che l’ordine rettifichi quanto affermato. Quanto espresso è solo l’opinione del dottor Anelli e non di tutti i medici che egli dovrebbe rappresentare”.