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Ultimo aggiornamento: 15:08

Il più bel panorama da cartolina si è trasformato in un mezzo inferno. Heidi e le sue caprette mi sorridono, finché un siluro su ruote — venti tonnellate di camion — non mi solleva come una scatoletta di tonno. Un tir carico scendeva a 70 km/h su una strada di montagna: in discesa, piena di curve, lungo la Schnoriedstrasse, fino a Saanen, antico borgo medievale nella vallata dove atterrano i Falcon dell’Albinati Aeronautics, eccellenza dell’aviazione privata.

Di Saanen capoluogo fa parte Gstaad, l’eremo dei veri ricchi per le agevolazioni fiscali. L’abc del codice della circolazione internazionale dice chiaro: un camion pesante deve procedere lentamente, per la sicurezza di tutti. La velocità ridotta aiuta il controllo del veicolo, specialmente in curva. Ma quel camion andava a 70. Altro punto chiave: un carico pesante aumenta l’inerzia del veicolo, rendendolo più incline a sbandare: rallentare aiuta a compensare questo effetto. Un carico pesante ha un tempo di frenata più lungo.

La polizia arriva subito. “È ferita?” “No”. “Chiamiamo l’ambulanza?”. “No.” “Ma sta sanguinando dalla testa…”. “È poca roba.” Poi inizia la tragicommedia burocratica. “Ha la patente?” “Certo.” “Con patente italiana non può guidare un’auto con targa svizzera.” Lo dice con tono solenne un poliziotto baffuto alla Salvador Dalì. Cortese solo in apparenza. Per lui, la colpevole sono già io.