CANALE D'AGORDO (BELLUNO) - Da Albino Luciani un appello alla pace nel mondo. È questo il messaggio forte lanciato nel 47esimo anniversario dell'elezione a Papa. Un messaggio che è stato ascoltato dalla piazza di Canale, vestita a festa e piena di fedeli per la messa a ricordo di quel 26 agosto del 1978, quando Luciani divenne Giovanni Paolo I. Ma anche da chi è salito in Marmolada per la messa alla grotta.
La giornata di memoria di Luciani infatti è cominciata al mattino, in quota. A Punta Rocca è stato il vescovo di Belluno-Feltre a celebrare la messa in occasione del 46. anniversario della salita in Marmolada di Papa Giovanni Paolo II. Una cerimonia organizzata dalla società Marmolada spa che ha sempre voluto, grazie alla famiglia Vascellari, mantenere vivo questo ricordo anche per rendere omaggio alla figura del suo fondatore, quel Bruno Vascellari che realizzò questo importante impianto funiviario e riuscì a concretizzare l'idea di portare un Papa a 3.000 metri di quota per inaugurare la grotta della Madonna della neve: in quell'occasione Papa Wojtyla - era il 26 agosto 1979 - recitò anche l'Angelus avvolto in una tormenta di neve.
Dopo la messa nel piazzale antistante la stazione funiviaria di Serauta dinnanzi al monumento che ricorda il tenente Flavio Rosso e i suoi 15 fanti caduti nel tentativo di conquistare Forcella Vu, si è svolta una cerimonia a ricordo dei caduti della Grande guerra in Marmolada che ha visto la presenza di un picchetto armato del 7. Alpini con il suo comandante Colonnello Andrea Francesco Schifeo. Dopo la deposizione di una corona posta innanzi al monumento sono intervenuti il sindaco di Rocca Valerio Davare, il prefetto di Belluno Antonello Roccoberton e il presidente del Museo della Grande guerra 3000 al Serauta Alberto Curti.






