A livello mondiale, i brand del food italiano sono ancora lontani da primi posti in termini di valore, ma registrano performance migliori della media, guadagnando posizioni. Nella top 100 le marche italiane passano da 4 a 9 e il peso del loro valore passa da 4% a 7 per cento. E con il marchio Barilla l’Italia entra per la prima volta in top ten, mentre Ferrero è presente con tre marchi (Nutella, Kinder e Ferrero Rocher)

È il quadro tracciato dalla società di consulenza Brand Finance, secondo cui «quasi tutti brand principali brand italiani del food hanno incrementato il proprio valore a doppia cifra, mentre il valore complessivo dei 100 principali marchi del mondo è diminuito del 6%».

Italia del food in controtendenza

Una contrazione che secondo gli analisti è dovuta alla crisi in Cina, all’incremento dei prezzi e in larga parte all’evoluzione delle preferenze dei consumatori, «sempre più alla ricerca di prodotti di qualità, tendenza che penalizza le grandi multinazionali americane, dominatrici del comparto food».

«La qualità dei prodotti, l’ottima immagine dell’Italia nel mondo, l’efficacia delle politiche per l’esportazione dei brand italiani sono i fattori che hanno contribuito invece al grande incremento del valore dei nostri trademark - commenta Massimo Pizzo, senior consultant di Brand Finance - i marchi italiani non avevano mai raggiunto questi risultati, nonostante il cibo italiano sia il più amato al mondo, come emerso anche quest’anno dalle ricerche di Brand Finance».