Sta nascendo un nuovo parco transfrontaliero dedicato a turismo, cultura e scienza al confine tra Italia e Slovenia. Si chiama Ars Sine Finibus, inaugura ufficialmente il 5 settembre e porta l’arte contemporanea tra i vigneti del Collio (Cuel) italiano e del Goriška Brda sloveno, trasformando le colline in un grande museo a cielo aperto. Non è un caso che questo accada proprio qui: da sempre crocevia di popoli e culture, questo territorio vive di un’identità unica e plurale, che nessun confine politico ha mai potuto davvero dividere.
Un’area, mille nomi
Il Collio e il Brda non sono solo denominazioni vinicole: rappresentano una geografia culturale che nel tempo è fiorita sotto diverse dominazioni. Il confine tracciato dopo la Seconda guerra mondiale tagliò con decisione ciò che era in realtà inscindibile, dividendo famiglie, comunità e perfino paesi. Era una linea politica, non storica né culturale. Oggi, proprio grazie all’arte e alla cooperazione nel campo del turismo, quel confine si trasforma in un ponte.
Vigneti a San Floriano
Il cuore di Ars Sine Finibus è l’opera So(g)no di Marco Nereo Rotelli: due sfere gemelle di quattro metri di diametro, una in Italia e l’altra in Slovenia, semplici come un acino d’uva ma capaci di racchiudere luce, poesia e musica. All’interno si incontrano le ceramiche di Giorgio Celiberti e le parole dei poeti Aleš Šteger e Valerio Magrelli, che risuonano nella composizione sonora di Alessio Bertallot. Un’esperienza immersiva che rende tangibile il messaggio del progetto: superare i confini e ritrovare una prospettiva comune.







