Vertice dietro le quinte alla Casa Bianca per aumentare gli aiuti a Gaza contro la carestia e discutere un piano per il dopoguerra.
La mossa arriva mentre nella Striscia si continua a morire per fame o per gli attacchi dell'Idf, che alla periferia di Gaza City sta preparando l'offensiva per conquistare la città più grande del territorio palestinese, ritenendo "inevitabile" la sua evacuazione.
I partecipanti al summit, presieduto da Donald Trump, sono dirigenti americani e israeliani, con un incontro anche tra il segretario di Stato, Marco Rubio, e il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar. Ma tutti gli occhi sono stati puntati su Jared Kushner, il genero ed ex consigliere presidenziale del tycoon che aveva la delega per il Medio Oriente, e Tony Blair, ex premier britannico ed ex inviato del Quartetto europeo per la stessa regione. Sono loro, secondo uno scoop di Axios, i registi dell'operazione, gli artefici del piano per il "day after" a Gaza. Un piano indispensabile per qualsiasi iniziativa diplomatica volta a porre fine alla guerra, anche se ricostruire un'enclave completamente distrutta e progettare un' architettura politica e di sicurezza che tutte le parti possano accettare sarà incredibilmente difficile. Quello di Kushner e Blair si basa su alcune idee - non ancora trapelate - su come governare Gaza senza Hamas al potere. Un piano postbellico coordinato con la Casa Bianca potrebbe dare al premier israeliano Benjamin Netanyahu, ora sotto pressione dei manifestanti e della leadership militare, una copertura politica per accettare un cessate il fuoco, presentandolo al contempo come un accordo più completo per rimuovere Hamas dal potere. "È un piano molto completo che stiamo elaborando per il day after (a Gaza) e molte persone vedranno quanto è solido e quanto è ben intenzionato, come rifletta le motivazioni umanitarie del presidente Trump", ha assicurato Steve Witkoff.








