Attività di "intelligence" e sorveglianza aerea da parte degli Usa, truppe di un Paese neutrale a ridosso della linea del fronte e, nelle retrovie, forze europee.

Sarebbero questi i dettagli su cui si lavora per le garanzie di sicurezza all'Ucraina, indispensabili per arrivare alla pace. A renderlo noto sono state fonti europee e ucraine parlando con il Financial Times.

Mosca sottolinea che la materia è oggetto di negoziati riservati, ma torna a manifestare la sua contrarietà allo schieramento sul terreno di soldati di Paesi membri della Nato. Il capo dello staff presidenziale di Kiev, Andriy Yermak, ha invece confermato che questo è effettivamente il piano di cui lui stesso, secondo quanto scrive Bloomberg, parlerà venerdì a New York con l'inviato speciale americano Steve Witkoff. Yermak, che sarà accompagnato dal capo del Consiglio di Sicurezza nazionale ed ex ministro della Difesa, Rustem Umerov, ha precisato che per quanto riguarda gli europei si parla di quattro o cinque brigate "fornite dalla Coalizione dei Volenterosi". Washington dovrebbe invece mettere a disposizione "strumenti strategici" a loro protezione, contribuendo ad uno scudo aereo. Ma secondo il Financial Times, alcuni membri dell'amministrazione Trump, incluso il segretario alla Difesa Pete Hegseth, sarebbero scettici riguardo a qualsiasi partecipazione a garanzie postbelliche, temendo che ciò possa trascinare gli Usa in un futuro conflitto con la Russia. Un pericolo che anche la precedente amministrazione di Joe Biden aveva sempre detto di voler evitare, dal primo giorno del conflitto. Al di là di quali truppe verranno schierate, resta quindi l'incognita di quali saranno le regole d'ingaggio. Cioè cosa saranno chiamate a fare nel caso di un attacco russo.