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Ultimo aggiornamento: 13:58

di Stefano Fassina

Mario Draghi è personalità rappresentativa della classe dirigente tradizionale. Da policy maker ne ha coltivato interessi e ora, da policy advisor, ne anticipa orientamenti. Va seguito. Nella lectio al Meeting di Rimini, ha preso atto del tramonto della stagione neo-liberale e della marginalità dell’Unione europea.

Come da manuale, ha individuato, quale causa dell’irrilevanza di quest’ultima, l’insufficiente integrazione politica e l’incompleta penetrazione del mercato unico. Quindi, ha sollecitato i leader a “ritrovare unità d’azione” per pesare nelle relazioni economiche, politiche e militari con i super-Stati.