Aveva ragione lui. Avevano ragione le parole che utilizzava, recuperate da un dizionario che avrebbe fatto invidia a un sindacalista. La sua narrazione richiamava saggezza, fermezza e anche poca indulgenza verso le ingiustizie sociali. Cesare Nosiglia, morto all'alba del 27 agosto a Torino, può essere raccontato, certo in piccola parte, anche attraverso il suo lessico. Oltre le ragioni della fede, della misericordia cristiana, dell’impegno pastorale, seguendo - quasi fosse una processione laica - il suo percorso al fianco degli operai, con il pensiero fisso al mondo del lavoro e alla crisi che attraversa Torino.