Un momento della raccolta di beni di prima necessità in corso nella sede dell’associazione benefica Music for peace, in via Balleydier (foto Balostro)

Il successo oltre ogni aspettativa della raccolta di beni alimentari per la popolazione palestinese di questi giorni svela in maniera inequivocabile quanto l’opinione pubblica sia sconvolta dalla tragedia della Striscia di Gaza. Qui raccontiamo la grandissima adesione dei genovesi alla campagna varata da decine di associazioni: è una reazione forte, intensa, sincera. Più partecipata rispetto a molte altre occasioni. Lo si percepisce dalla solidarietà dei cittadini comuni, dai pacchi di farina pronti a raggiungere le rovine. E non certo perché il mondo arabo sia particolarmente simpatico agli italiani, men che meno perché esistono sentimenti antisemiti. La cittadinanza, i liguri, hanno capito quanta sofferenza serpeggia tra quelle famiglie distrutte che hanno perso madri, padri, figli, case, posti di lavoro, abitudini e intere città. Chiunque ha visto il deserto di macerie che si estende per chilometri, i bambini chiedere un bicchiere d’acqua o un tozzo di pane. La maggioranza sta pensando che la reazione all’orrenda azione terroristica di Hamas sia stata oltremodo superiore a ogni ragionevole limite, oltremodo superiore a qualsiasi umana comprensione. E peraltro senza risultati.