La Costiera Amalfitana non è soltanto uno scenario naturale celebrato da pittori e scrittori, una cartolina a uso e consumo del turismo, ma anche uno dei più preziosi paesaggi agricoli del nostro Paese, costruito con pazienza secolare e modellato da generazioni di contadini che hanno trasformato pendii impervi in giardini produttivi.

E ora la Fao l’ha inserita tra i Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale (Giahs), riconoscendo un sistema vivo in cui tecniche, colture e comunità hanno plasmato un equilibrio fragile e resistente al tempo stesso. È un titolo che affianca la Costiera ad altri luoghi del mondo in cui l’agricoltura ha saputo modellare l’ambiente senza distruggerlo, garantendo risorse e stabilità. “È stato un percorso lungo, frutto di anni di lavoro e di collaborazione tra istituzioni e comunità locali”, ha dichiarato il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, definendo i terrazzamenti “un patrimonio vivente, dove biodiversità, conoscenze tradizionali e paesaggi si intrecciano con la vita quotidiana”. È anche un modo per accendere i riflettori sull’agricoltura eroica, sulla sua tutela e sulla necessità di sensibilizzare le istituzioni superiori a prevedere misure specifiche per il sostegno materiale di questo delicato sistema. Senza norme che ne garantiscano la sopravvivenza, i terrazzamenti e i muretti a secco rischiano infatti di restare solo un titolo vuoto, utile a promuovere pacchetti turistici più che a salvaguardare il paesaggio.