Velocità di sintesi senza paragone, capacità di individuare denominatori comuni anche tra opinioni opposte: se le riunioni di condominio fossero gestite dall’Intelligenza artificiale forse finirebbero in tre minuti anziché alle tre di notte. Ma allora, se la politica è ricerca di consenso in un mondo sempre più fondato sullo scontro «noi-loro», perché non chiedere all’Intelligenza artificiale una mano anche su quel fronte? C’è chi ci ha provato. Con un esperimento su temi anche molto divisivi come transizione energetica, migrazioni, disuguaglianze sociali. Una specie di sondaggio doppio, prima tra persone virtuali e poi tra gente reale, mediato da una sintesi costruita dall’AI. Per cui - esempio - se un concetto iniziale tipo tassare i ricchi raccoglie adesioni più scarse di quel che si crede, magari perché tra i ricchi potrei esserci io, una proposta suggerita dalla macchina come «ridurre le disuguaglianze» tassando chi «possiede più di 5,4 milioni di euro» cioè «lo 0,1 per cento della popolazione» mette d’accordo quasi tutti. Prassi rischiosa, all’estremo: perché fare le elezioni se l’AI ha la ricetta dell’unanimità? Ma interessante da studiare.