Questo nuovo conflitto è iniziato dopo il 7 ottobre 2023, in risposta, da parte di Israele, all'attacco del gruppo terroristico di Hamas, che ha causato quasi 1.200 morti (tra i quali circa 800 civili) e il rapimento di oltre 200 persone
Da allora, l'esercito israeliano, che ha decimato i vertici e le strutture di Hamas nella Striscia, ha ucciso a Gaza oltre 62.000 palestinesi, in gran parte civili. Secondo le autorità di Gaza sono morti quasi 19mila bambini, uccisi dall'Idf dall'inizio della guerra
Netanyahu: «Faremo in modo che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele»
«Faremo in modo che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele». Lo ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu durante un evento tenutosi in onore del Consiglio regionale di Binyamin in Cisgiordania, per celebrare 17 nuovi insediamenti nella regione. Il primo ministro israeliano ha rilasciato una dichiarazione video in cui affermava che la popolazione della regione di Binyamin merita di essere onorata, poiché affronta attacchi terroristici ogni giorno e «rafforza le radici del nostro Paese», riferisce Haaretz. «Che prezzo pagano, insieme al resto del nostro popolo», ha detto Netanyahu nel suo discorso: «Siamo sulla strada della vittoria e grandi cose sono già state realizzate, ma c'è ancora del lavoro da fare. Veniamo da una riunione di gabinetto. Non credo di potermi dilungare troppo, ma dirò una cosa: è iniziato a Gaza e finirà a Gaza. Non lasceremo lì questi mostri, libereremo tutti i nostri ostaggi, faremo in modo che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele. Il popolo di Israele _ ha proseguito Netanyahu - confida nell'eroismo dei nostri figli della Giudea e della Samaria (Cisgiordania, ndr) e dell'intera terra di Israele. Ho promesso 25 anni fa che avremmo rafforzato le nostre radici, e lo abbiamo fatto, insieme. Ho detto che avremmo impedito la creazione di uno Stato palestinese, e lo stiamo facendo, insieme. Ho detto che avremmo costruito e mantenuto parti del nostro Paese, della nostra patria, e lo stiamo facendo».






