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Questo sabato il rapper Yasin, fra i più famosi cantanti in Svezia, dovrebbe esibirsi al Trädgården Festival, nella città svedese di Kristiansand. È un concerto molto atteso perché Yasin non si esibisce dal vivo da nove anni, di cui la maggior parte passati fra processi e carcere per condanne legate alla criminalità organizzata. A maggio era stata cancellata la sua partecipazione al Brännbollsyran, uno dei festival musicali più importanti in Svezia, dopo che la polizia aveva arrestato due persone che pianificavano di ucciderlo mentre era sul palco; e a luglio era stato cancellato un altro suo concerto, questa volta all’Alive Festival di Borlänge.
Yasin ha 27 anni e il suo nome completo è Yasin Abdullahi Mahamoud: è uno dei principali esponenti svedesi del cosiddetto “gangsta rap”, un sottogenere dell’hip-hop che racconta l’aspetto violento della vita di strada e criminale, nato nei quartieri afroamericani di Los Angeles negli anni Ottanta e diventato molto popolare anche in Svezia nell’ultimo decennio. Come accadde negli Stati Uniti, anche in Svezia il successo commerciale del gangsta rap attira forti contestazioni, perché chi lo canta è spesso coinvolto direttamente nel genere di violenze che racconta, che secondo i critici vengono celebrate nelle canzoni.






