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Secondo gli analisti i territori occupati dai russi sono stati militarizzati massicciamente e potrebbero servire da base di lancio per nuove offensive contro l'Ucraina o i Paesi della Nato
Trasformare l'Ucraina in un "porcospino d'acciaio". Questo il piano più volte annunciato dalla coalizione occidentale che sostiene Kiev (anche) riarmando il Paese aggredito da Mosca. Obiettivo: impedire la vittoria dell'imperialismo del Cremlino e scoraggiare future aggressioni da parte della Federazione. Proprio sul fronte del riarmo, però, al momento sarebbe la Russia ad avere un vantaggio strategico avendo trasformato i territori occupati dell'Ucraina orientale e meridionale in una gigantesca base militare pronta per rispondere ai comandi dello zar.
Dalle rampe di lancio per droni da attacco profondo nel Donetsk alle caserme costruite al posto di vecchi resort sul Mar Nero, Mosca ha già realizzato dunque il suo "porcospino d'acciaio" non solo su territorio straniero ma alle porte dell'Europa. A evidenziare la minaccia russa è il Kyiv Independent che riporta come, in particolare nel Donbass, le forze della Federazione stiano convertendo le infrastrutture civili in basi per ospitare i propri soldati, trasportare munizioni e lanciare velivoli senza pilota contro obiettivi nemici a una distanza ravvicinata.






