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Lunedì mattina l’esercito israeliano ha attaccato l’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza: secondo le autorità della Striscia sono state uccise almeno 20 persone, tra cui 5 giornalisti. Sono Hossam al Masri e Mohammed Salama, due fotoreporter che lavoravano rispettivamente per Reuters e Al Jazeera, Mariam Abu Daqa, giornalista che collaborava con Associated Press, e Moaz Abu Taha e Ahmed Abu Aziz, giornalisti freelance. Reuters ha detto inoltre che è stato ferito un altro suo giornalista, Hatem Khaled.
Da vari video circolati online, e verificati tra gli altri da CNN, si vede che gli attacchi sono stati due, uno in fila all’altro: il primo ha colpito il quarto piano dell’ospedale, il secondo è avvenuto alcuni minuti dopo, quando i primi soccorritori erano già arrivati. In uno di questi video si vede chiaramente come la seconda esplosione abbia colpito anche loro. La protezione civile palestinese ha detto che almeno uno dei suoi operatori è stato ucciso negli attacchi.
Sembra che l’esercito israeliano abbia fatto un attacco double tap, espressione inglese che si traduce come “doppio tocco”. Significa attaccare intenzionalmente lo stesso obiettivo due volte a distanza di pochi minuti, colpendo anche i soccorritori e le altre persone accorse sul posto per aiutare i primi feriti: l’obiettivo è fare più morti possibile. Il New York Times ha chiesto all’esercito israeliano un commento su questo, senza riceverlo.










