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Negli ultimi tredici anni per molte persone le serate estive passate in casa hanno trovato un senso grazie a Techetechete’, il programma di Rai 1 che sfrutta l’immenso repertorio delle Teche Rai, il più grande archivio audiovisivo italiano. Il pubblico si è affezionato al linguaggio del varietà, che accosta spezzoni di programmi di ogni tipo dagli anni Cinquanta ai tempi recenti, dando loro un senso grazie al montaggio. Ma da almeno un paio di estati l’entusiasmo per il programma sembra essere diminuito, e l’impressione diffusa tra una parte di spettatori e addetti ai lavori è che le puntate abbiano perso freschezza e creatività, risultando un po’ tutte uguali.

Nelle scorse edizioni gli autori utilizzavano i frammenti per creare contenuti legati da un filo conduttore o un tema principale, raccontato e sviluppato attraverso pezzi di storia della televisione. I temi erano spesso piuttosto originali e richiedevano evidentemente un notevole lavoro sia nella ricerca sia nella giustapposizione: negli anni sono andate in onda puntate interamente dedicate ai mezzi di trasporto, per esempio, oppure a gente in cucina, ai tradimenti, ai disguidi televisivi, ai calciatori in tv, ai travestimenti.