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Da molti anni in Molise si discute della grave carenza di medici e infermieri negli ospedali. È uno dei problemi maggiori della sanità regionale, parecchio disastrata: per provare a risolverlo almeno in parte, a fine luglio il presidente della regione, Francesco Roberti, ha annunciato di avere trovato un’intesa con l’ambasciatrice cubana in Italia, Mirta Granda Averhoff, per fare arrivare medici da Cuba come aveva fatto la Calabria tre anni fa.
Non è ancora chiaro quanti saranno né quando arriveranno. Roberti ha detto che mancano almeno cento medici di diverse specializzazioni. Nei giorni scorsi, durante un incontro pubblico sulla sanità nelle cosiddette aree interne, ha specificato però che l’accordo con Cuba prevede medici per il pronto soccorso e il 118.
In Calabria i medici cubani lavorano ormai da due anni, grazie a un accordo tra la regione e una società partecipata dal governo cubano, firmato a luglio del 2022 per 497 medici cubani in tutto, e prorogato lo scorso dicembre per altri due anni. Il loro operato è stato riconosciuto come molto positivo da chi lavora negli ospedali calabresi.
La sanità in Molise è in crisi da tempo. Dal 2007 c’è un piano di copertura del disavanzo pregresso del servizio sanitario regionale, cioè un piano per coprire il debito accumulato dalla regione negli anni precedenti, che attualmente supera i 121 milioni di euro. Il piano è supervisionato dal ministero dell’Economia e da un commissario straordinario.






