"Il presupposto è che senza medici non si può fare sanità e l'intesa con i medici cubani, sul modello già sperimentato in Calabria, rappresenta un'idea concreta per assicurare la presenza del numero necessario di professionisti in grado di raggiungere ogni angolo del Molise".

Lo ha detto il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, nel suo intervento al convegno "La Sanità nelle Aree interne: quale futuro per l'Alto Molise”, precisando che un accordo "con l'Ambasciata cubana prevede l'arrivo in Molise di medici di Pronto soccorso e 118, così da colmare la carenza di specialisti in alcune branche".

La sanità pubblica molisana da tempo affronta la carenza di personale medico nei reparti ospedalieri. Per fronteggiare questa emergenza, relativamente ai territori dell'Alto Molise, il governatore ha evidenziato la necessità di "organizzare accordi di confine con l'Abruzzo, potenziando il Pronto soccorso" di Agnone.

I sindacati: soluzione tampone

Una soluzione che però non piace al segretario nazionale di Ugl Salute, Gianluca Giuliano. Si tratta di "una soluzione tampone che non affronta i veri nodi della crisi della sanità pubblica". "Non è accettabile - spiega - che in un Paese come l'Italia non si investa seriamente sul personale interno, preferendo ricorrere a soluzioni estemporanee. Servono contratti stabili, retribuzioni adeguate, migliori condizioni di lavoro e incentivi concreti, così da fermare la fuga all'estero e verso il privato di medici e infermieri italiani".