Donald Trump ha ordinato il licenziamento "con effetto immediato" della governatrice della Fed Lisa Cook, accusata di aver falsificato dei documenti per ottenere condizioni più favorevoli su un mutuo. Cook è uno dei sette membri del consiglio di amministrazione della Fed e la prima donna afroamericana a ricoprire tale ruolo. Citando un deferimento penale del 15 agosto da parte del direttore della Federal Housing Finance Agency, Bill Pulte, suo fedele alleato, al procuratore generale degli Usa, il tycoon ha scritto in una lettera a Cook: «Ho stabilito che ci sono motivi sufficienti per rimuoverla dal suo incarico». Negli Usa il presidente ha generalmente una capacità limitata di rimuovere i funzionari della banca centrale e può farlo solo grazie a una recente ordinanza della Corte Suprema che suggerisce che i funzionari possono essere rimossi per «giusta causa».

All'inizio di questo mese, Cook ha dichiarato in un comunicato di non avere «alcuna intenzione di farsi intimidire e dimettersi», ma che avrebbe preso sul serio le domande sulla sua storia finanziaria. «Il presidente Trump ha dichiarato di volermi licenziare 'per giusta causa', quando non esiste alcuna causa prevista dalla legge e lui non ha l'autorità per farlo», ha affermato Cook in una nota. «Non mi dimetterò. Continuerò a svolgere il mio compito per aiutare l'economia americana, come ho fatto dal 2022», ha aggiunto. «Adotteremo tutte le misure necessarie per impedire il tentativo di azione illegale (da parte di Trump)», ha affermato l'avvocato di Cook, Abbe David Lowell che ha avuto come clienti anche il genero di Trump Jared Kushner e Hunter Biden. «Le richieste di Trump mancano di qualsiasi procedura, fondamento o autorità legale. Adotteremo le misure necessarie per impedire il suo tentativo di azione illegale», ha aggiunto. La Federal Reserve non ha ancora commentato l'annuncio del presidente. Si tratta di una mossa senza precedenti da parte del presidente, quella di licenziare un membro della dirigenza della banca centrale, e arriva mentre Trump esercita crescenti pressioni sulla Fed, in particolare sul suo presidente Jerome Powell, per quella che lui considera una riluttanza ad abbassare i tassi di interesse.