ROMA - Le analisi catastrofiche delle prime ore del sequestro («l' ultimatum di 48 ore è già una condanna a morte») sono state confermate ieri sera all'improvviso alle 23 e 25 quando le agenzie hanno battuto la notizia che Enzo Baldoni è stato ucciso. Notizie catastrofiche che per tutto ieri, però, erano state smentite dalle analisi e dalle informazioni in arrivo dalla rete di informatori e dai contatti in Iraq. E che tutti, dal ministro degli Esteri Franco Frattini al commissario straordinario della Croce Rossa Maurizio Scelli ieri hanno fatto proprie con dichiarazioni rassicuranti e ottimistiche: «Tutti i contatti sono stati attivati. Si sono aperti spiragli per la liberazione». Ottimismo che aveva convinto anche la moglie e i figli di Baldoni. Invece tutto sbagliato.

E quella che dobbiamo raccontare è tutta un'altra storia. «Quanto è successo sfugge completamente al quadro previsionale che era stato fatto nelle ultime ore, avevamo avuto rassicurazioni invece ha prevalso l'anima più radicale dei sequestratori» è l' unica dichiarazione di una fonte dell'intelligence appena diventa ufficiale la morte di Baldoni. Pochissime le informazioni a disposizione, solo il macabro messaggio dei sequestratori consegnato alla tivù satellitare araba Al Jazeera: «Abbiamo ucciso Baldoni». Di sicuro, questa morte, ammette una fonte, «ha un grosso valore per gli islamici ed esercita un forte shock sulla popolazione italiana».