Roma – Un anno di solidarietà per avere tempo di ridisegnare la strategia sullo stabilimento di Termoli, una delle fabbriche Stellantis dedicate alla produzione di motori e cambi in Italia. Sito che doveva essere sostituito dalla gigafactory di Acc, Automotive Cells Company, la joint venture paritetica tra il costruttore italo-francese, Mercedes-Benz e Saft, società interamente controllata da TotalEnergies. Il progetto, però, è stato sospeso, così come quello in Germania a Kaiserslautern, e non è chiaro se ci sarà un futuro per la fabbrica di batteria e su quali basi tecnologiche. Passaggio che impone un rilancio della costruzione di motori tradizionali ed elettrificati, anche se un mercato in difficoltà ha ridotto la produzione. L’auto, a livello europeo, sta attraversando un momento complesso e non ci sono segnali di ripresa delle vendite. In ballo, però, ci sono i contributi, quasi 600 milioni, per l’acquisto di veicoli elettrici nuovi. Incentivi che saranno disponibili tra fine settembre e inizio ottobre.
Audizione per Antonio Filosa, il ceo di Stellantis in Parlamento
di Diego Longhin
23 Luglio 2025
L’accordo a Termoli sui contratti di solidarietà coinvolgerà, ad ondate, i quasi duemila dipendenti — 1.823 per l’esattezza — fino al 31 agosto 2026 ed è stato siglato con i sindacati (Uilm, Fiom-Cgil e Fim-Cisl) come «uno strumento difensivo» in un contesto del settore automotive considerato «molto difficile» da parte delle stesse tre sigle. I rappresentanti degli addetti, dopo la chiusura del motore Fire, chiedono un rilancio delle produzioni, allargando la base attuale dei motori Gse, Gme e V6. Nel corso del 2026 arriverà anche la produzione del nuovo cambio eDCT che viene montato su una parte dei veicoli ibridi prodotti in Europa dal gruppo italo-francese. Oggi è fatto a Torino e Metz. Attività che dovrebbe garantire l’occupazione di circa 300 persone.










