Sono passati 75 anni dalla morte di Cesare Pavese per suicidio, avvenuta il 27 agosto 1950 nell’albergo Roma di Torino. È una domenica e siccome l’ospite non si vede da molte ore, verso le 20.30 un cameriere bussa alla porta della camera 43, da cui filtra una luce accesa. La porta viene forzata e il cameriere trova Pavese senza vita disteso sul letto, privo di giacca e di scarpe, un braccio piegato sotto la testa e un piede fuori dal letto. Sul lavandino, le bustine di sonnifero, una ventina; sullo scrittoio una copia dei Dialoghi con Leucò con le parole d’addio scritte sul frontespizio: «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi».