La Russia ha accusato l’Ucraina di aver colpito con droni la centrale nucleare di Kursk, un impianto strategico situato a circa 60 chilometri dal confine ucraino e gestito dalla società statale russa Rosenergoatom. La struttura si trova in una regione dove, dall’agosto 2024, le forze di Kyiv hanno conquistato diversi territori dopo un’offensiva transfrontaliera.Secondo Mosca, l’attacco ha provocato un incendio e ridotto del 50% la capacità operativa di uno dei quattro reattori RBMK della centrale, lo stesso modello usato a Chernobyl, danneggiando un trasformatore ausiliario ma senza causare aumenti dei livelli di radiazioni. Secondo Mosca, si è trattato di uno degli assalti aerei più imponenti dall’avvio del conflitto.L'attacco all'impianto atomico di proprietà statale russaL'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), l'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite, ha confermato attraverso i propri sistemi di monitoraggio che i livelli di radiazioni risultavano normali nelle aree circostanti la centrale dopo l'attacco ucraino. Secondo le autorità russe, il drone abbattuto dalle difese aeree ha provocato un incendio che è stato spento dai vigili del fuoco senza causare vittime o fuoriuscite radioattive, anche se l'impatto ha danneggiato un trasformatore ausiliario costringendo gli operatori a ridurre l'attività di uno dei reattori per precauzioni di sicurezza. I reattori RBMK-1000 della centrale di Kursk utilizzano la stessa tecnologia di quelli coinvolti nel disastro nucleare di Chernobyl del 1986, un modello considerato meno sicuro rispetto ai reattori più moderni.L'agenzia ha ribadito i propri ripetuti avvertimenti sui rischi derivanti dai combattimenti in prossimità delle infrastrutture nucleari, sottolineando come gli attacchi a impianti atomici rappresentino una minaccia per la sicurezza internazionale indipendentemente dalle dinamiche del conflitto.L'Aiea monitora costantemente la situazione degli impianti nucleari ucraini e russi dall'inizio dell'invasione del febbraio 2022, dopo che le forze russe hanno occupato la centrale ucraina di Zaporizhzhia e il sito dismesso di Chernobyl. La centrale nucleare di Kursk, costruita tra il 1976 e il 1985, rappresenta una delle infrastrutture energetiche più importanti della Russia occidentale con una capacità di circa 4mila megawatt e oltre 7mila dipendenti. L'impianto fornisce energia elettrica a una vasta area della Federazione russa e costituisce un pilastro dell'approvvigionamento energetico nazionale, il che rende l'attacco ucraino particolarmente insidioso dal punto di vista strategico.La strategia di attacco multiplo lontano dal fronteOltre all’attacco alla centrale di Kursk, domenica 24 agosto l’Ucraina ha lanciato una offensiva più ampia con droni, colpendo obiettivi in diverse regioni della Russia, compresa San Pietroburgo. Nei pressi della città baltica, gli ucraini hanno preso di mira il porto di Ust-Luga, terminale strategico per l’esportazione di prodotti petroliferi. Secondo quanto dichiarato dal governatore della regione di Leningrado, è scoppiato un incendio nella struttura a causa dei detriti di circa dieci droni abbattuti dalle difese aeree.Il ministero della Difesa russo ha aggiunto che almeno 95 droni ucraini sono stati intercettati in più di una dozzina di altre regioni russe. La strategia di Kyiv, portata avanti da mesi, punta a colpire le principali infrastrutture energetiche e portuali russe per ridurre le entrate che finanziano l’azione bellica di Mosca. Attaccando terminali petroliferi, reti di trasporto e altre strutture critiche, l’Ucraina cerca di limitare le risorse economiche della Russia senza impegnarsi in scontri diretti sul fronte.Questa ultima ondata di attacchi ha anche un valore simbolico per Kyiv, perché è avvenuta durante le celebrazioni per il 34° anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina dall’Unione Sovietica. Nel corso delle manifestazioni, riferisce Sky Tg24, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che “l’Ucraina non sarà mai più costretta alla vergogna che i russi chiamano compromesso” e che il Paese ha bisogno di “una pace giusta”. Le sue parole, tuttavia, arrivano in un momento di stallo nei negoziati di pace, dopo che né l’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin del 15 agosto in Alaska né quello del 18 agosto con i leader europei e lo stesso Zelensky hanno portato a risultati concreti.Un altro elemento di tensione riguarda i permessi concessi dagli Stati Uniti per gli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo. Il Wall Street Journal ha riportato che dalla tarda primavera il Pentagono ha impedito all’Ucraina di usare missili americani a lungo raggio contro obiettivi in Russia, nonostante l’autorizzazione concessa da Joe Biden nel novembre 2024. Come riporta l'agenzia Ansa, Trump, inizialmente contrario, ha poi cambiato idea, dicendo che “è molto difficile, se non impossibile, vincere una guerra senza attaccare il paese invasore”. Zelensky ha aggiunto che l’Ucraina ha utilizzato negli ultimi mesi le proprie armi per colpire obiettivi russi senza consultare Washington, sottolineando una crescente autonomia nelle decisioni militari più importanti rispetto agli alleati occidentali.
Cosa sappiamo sull'attacco dell'Ucraina alla centrale nucleare russa di Kursk
Mosca denuncia di aver intercettato 95 droni nel giorno dell'indipendenza ucraina. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica non registra anomalie







