Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 11:10

Mentre l’Idf espande la sua offensiva nella Striscia di Gaza e l’opinione pubblica internazionale si fa sempre più critica nei confronti di Israele, Tel Aviv pensa a difendere i propri soldati anche all’estero. L’Ufficio del Procuratore Difensore Militare ha istituito un sistema di assistenza legale per i soldati che potrebbero essere esposti ad arresti in paesi stranieri per il servizio da loro prestato nell’Idf. Sempre più organizzazioni internazionali si stanno infatti muovendo per raccogliere materiale che possa incriminare i militari israeliani per le azioni commesse durante la guerra a Gaza. A riportare la notizia il sito israeliano Walla. Secondo l’Idf, “la minaccia si è intensificata in modo significativo, ci sono organizzazioni che si sono prefissate l’obiettivo di creare fascicoli sui soldati e sporgere denuncia contro di loro”. La preoccupazione deriva dal fatto che i reati universali, come i crimini di guerra o quelli contro l’umanità, sono perseguibili da uno Stato indipendentemente dal fatto che il crimine sia stato commesso al di fuori del proprio territorio nazionale e da cittadini stranieri. Il sistema ideato prevede una rete di legali specializzati nelle corti straniere pronta a intervenire a tutela dei militari per evitare che siano arrestati o processati all’estero. Un vero e proprio scudo legale globale finanziato dallo Stato di Israele.