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Lo spettro del vecchio Milan s'aggira su quello di Max. E la difesa è peggio di prima
Per dare un senso a una sconfitta (del Milan a San Siro dinanzi alla Cremonese e ai suoi 75 mila tifosi) che un senso non ce l'ha, bisogna evitare esercizi di disperato ottimismo. A cominciare dal parallelo tra la sconfitta (3 a 0 a Verona) all'alba della passata stagione rimediata dal Napoli di Antonio Conte e questo 1 a 2 con Allegri in panchina. Di analogo, a ben vedere, c'è stata una sola modalità: l'inquietante fase difensiva allora come sabato sera. Secondo errore da evitare: scovare nell'assenza di Leao una qualche giustificazione. Se il Milan dovesse avere bisogno del suo miglior attaccante per piegare la Cremonese, allora lo scenario sarebbe ancora più preoccupante. Ecco perché è forse cosa buona e giusta partire dagli errori commessi in difesa. Il giudizio di Max Allegri è una traccia molto utile: "Non percepiamo il pericolo". E se si rivedono le immagini del primo gol di Baschirotto (sfuggito a Pavlovic) e del secondo in acrobazia di Bonazzoli (in piena area senza marcatore), allora si colgono i segnali che sono tra l'altro identici a quelli commessi nella passata stagione. Di qui il primo giudizio secco: i tanti cambiamenti tra cessioni (Emerson Royal, Walker, Thiaw e Theo Hernandez) e acquisti (De Winter e Athekame non ancora utilizzati, Estupinan sostituito all'intervallo per il numero di palloni persi e i pasticci in combinazione con Pavlovic) non hanno migliorato la cifra tecnica, l'hanno peggiorata.






