PORDENONE - Non si ferma la scia di furti ai danni delle famiglie che sono in vacanza. Sono state segnalate altre due intrusioni. La prima, venerdì sera, in via Cappuccini, in una palazzina che si trova all'inizio della strada. La vittima è rientrata alle 23 dopo un'assenza di tre settimane. Ha aperto regolarmene la porta, non c'era alcun segno di effrazione o danneggiamento. Ma all'interno c'era un disastro. Cassetti e armadi rovistati da qualcuno che cercava soldi e oggetti preziosi. In casa non c'era nulla da rubare e il danno si è limitato al disordine lasciato dai ladri. La vittima ha contattato il 112 ed è stata raggiunta da una pattuglia dei carabinieri di Azzano Decimo che stava pattugliando il territorio. La mancanza di segni di scasso porta inevitabilmente gli investigatori a sondare quella che - dopo i tre arresti dei giorni scorsi - è diventata la "pista georgiana": una delle persone arrestate, infatti, aveva decine di chiavi e attrezzi per adattarle a qualsiasi tipo di serratura. Resta da capire come abbiamo fatto i ladri a introdursi nella palazzina e a individuare l'appartamento vuoto.
Alle cinque di ieri mattina nuovo richiesta di intervento alla sala operativa dei Carabinieri. Questa volta l'allarme è arrivato da Sacile, da un quartiere che da inizio agosto è stato più volte preso di mira. È in via San Floriano che abita la vittima del tentativo di furto scoperto poco prima dell'alba, anche in questo caso al rientro dalle vacanze. Sulla porta c'erano dei segni di scasso. È stata forzata. Le stanze erano state messe a soqquadro, ma i ladri non hanno trovato né denaro né gioielli. Se ne sono andati senza rubare nulla, lasciandosi alle spalle soltanto tanto disordine e l'amarezza di chi, tornato dalle ferie cominciate lo scorso 5 agosto, si è ritrovato a dover sistemare la casa. Non è escluso che l'intrusione sia collegata ai furti messi a segno in precedenza in via Curiel, strada dei Vido e nella stessa via San Floriano. Furti che difficilmente sarà possibile collocare in una serata o notte ben precise, perché sono stati scoperto con giorno o settimane di ritardo.






