PONTE SAN NICOLO' - La moglie è in ferie con la figlia e il loro cane, il marito è rimasto in città per lavoro e sabato ha vissuto un'esperienza di cui avrebbe fatto volentieri a meno.
«Sono andato al lavoro alle 15, al mio rientro alle 21,30 ho trovato la casa messa a soqquadro. Hanno portato via tutti i monili in oro miei e di mia moglie». A parlare è B.S.L. 47enne residente in via Piave a Ponte San Nicolò che sabato ha subito la razzia. I ladri durante la sua assenza hanno forzato con un piede di porco una delle finestre poste sul retro dell'immobile. Una volta all'interno, nonostante l'allarme che ha cominciato a suonare all'impazzata, i malviventi sono riusciti ad asportare preziosi per un bottino di circa 30mila euro.
«Hanno visitato tutte le stanze. L’abitazione è grande e divisa in quattro piani. Chi è entrato a casa nostra si è concentrato sul reparto notte. Hanno tolto tutti i quadri alla ricerca della cassaforte, poi hanno svuotato armadi e cassetti sul letto per trovare i gioielli». Alcuni vicini di casa hanno sentito l'allarme, ma dopo qualche minuto ha smesso di funzionare. Nessuno pensava che ci fosse un furto in atto.
«Sono rientrato a casa alle 21,30 - ha precisato il 47enne. Quando ho parcheggiato l'auto ho trovato la luce attesa e il cancelletto spalancato. Ho subito capito che erano passati i ladri. Temendo che i malviventi fossero ancora dentro, mi sono fermato e ho chiamato il 112». In pochi minuti a Ponte San Nicolò è giunta una pattuglia della compagnia di Piove di Sacco dell'Arma. I militari hanno passato al setaccio tutti gli ambienti della villa, ma hanno ben presto capito che i predoni avevano fatto in tempo a far perdere le proprie tracce. Sabato sera sono stati subito organizzati posti di controllo in tutte le aree limitrofe a Ponte San Nicolò, ma chi ha commesso il furto ha avuto sicuramente qualche ora di vantaggio per organizzarsi la fuga. «Mi dispiace per i gioielli - ha riferito il 47enne - ma sono comunque contento che a casa non ci fosse nessuno. In queste situazioni è un attimo che possa succedere qualcosa di grave».






