UDINE - «Questi cominciano a entrare nelle case vuote alla luce del giorno. È molto preoccupante. Cose così fino a due anni fa si leggevano a Milano e Torino e qui siamo a Udine. Noi residenti siamo spaventati».
Nel quartiere di San Domenico la paura non è solo materiale incendiario da slogan elettorale, ma una presenza che, per alcuni - i più fragili, i più anziani o semplicemente i più indifesi -, è diventata quasi quotidiana.
Ed è proprio un residente di via Reconquista a raccontare, con la promessa dell'anonimato, l'episodio di cui è stato involontario testimone, mercoledì sera verso l'ora di cena, quando c'era ancora luce intorno alla "stecca" di case popolari dell'Ater di Udine. Ed è allora che tre persone si sarebbero messe ad armeggiare al primo piano di questo edificio in via Reconquista. «Le palazzine sono di quasi 50 anni fa. Una volta ci abitavano solo anziani, poi, adesso che non ci sono più, si vedono sempre più maghrebini - racconta il residente della zona -. E alcuni alloggi sono chiusi credo da anni. Mercoledì sera, saranno state le 19 circa, tre uomini avrebbero cercato di buttare giù una finestra per entrare in una di queste case abbandonate, credo con un sasso. Sembravano gemelli, tutti e tre vestiti di nero. A un certo punto, uno dei tre si è spostato perché un altro condomino era uscito per vedere cosa succedeva e penso volesse rassicurarlo che era tutto normale». Ma non c'era nulla di normale. «Da quel che ho capito, con un sasso devono aver cercato di spaccare una finestra, ma sono piuttosto resistenti e non ci sono riusciti. Quando hanno visto arrivare qualcuno hanno nascosto la pietra. Parlando in seguito con un altro residente, mi ha raccontato che avrebbero fatto una visita in un altro appartamento, circa mezz'ora prima, ma non ci sarebbero riusciti e quindi avrebbero provato una seconda volta. Secondo me - sostiene il residente - li hanno guardati tutti, questi alloggi. Li studiano giorno per giorno, perché ce ne sono diversi vuoti».






