«Bisogna sempre ricordare che la forza delle idee in politica conta più della violenza delle parole». Sceglie un approccio tra il filosofico e il pedagogico Antonio Tajani per evitare di prolungare la polemica innescata dalle parole usate dal collega vicepremier Matteo Salvini contro il presidente francese Emmanuel Macron. Il ministro degli Esteri torna più volte sul tema nel corso della lunga giornata trascorsa nei padiglioni della Fiera dove è in pieno svolgimento il Meeting di Comunione e Liberazione. Ma non nomina mai direttamente il collega di governo. Come per non attribuirgli troppa importanza dopo aver già ribadito a caldo, dopo le ennesime esternazioni su questioni extranazionali, che la politica estera è di competenza «della presidente Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri» (cioè lui medesimo).
Rimini, Tajani torna sul caso Salvini: «Nessuna crisi diplomatica con la Francia». E poi parla di banche: «Niente blitz, non servono pizzicotti»
Il vicepremier sul caso con la Francia: «Nessuna crisi diplomatica». Poi sulle banche: «Niente blitz, non servono pizzicotti»











