«La politica estera la fanno il presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri e se si devono far valere delle ragioni, come ho detto, si vince con la forza delle idee, non con la violenza delle parole». Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha replicato a chi gli chiedeva un commento sulla querelle Salvini-Macron. «Io uso sempre toni calmi: bisogna sempre ricordare che la forza delle idee in politica conta più della violenza delle parole. Quindi se si vuole vincere bisogna usare la forza delle idee. Quello che io ho sempre cercato di fare per prevalere», ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Insulti di Salvini a Macron. Meloni tace e irrita Parigi: “Il governo prenda posizione”

Lo scontro Salvini-Macron: cosa è successo

La vicenda parte dalle critiche ripetute di Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, al presidente francese Emmanuel Macron per la sua proposta – rilanciata durante un vertice a Washington – di creare una Coalizione di Volenterosi pronta a inviare truppe in Ucraina in caso di cessate il fuoco.

Salvini ha attaccato Macron prima sui social, sostenendo che «noi ascoltiamo il Santo Padre, non mandiamo i nostri figli a morire», poi con toni più coloriti e provocatori: «Taches al tram, vacci tu se vuoi. Ti metti il caschetto, il giubbetto, il fucile e vai in Ucraina». Queste frasi hanno scatenato la reazione durissima di Parigi, che le ha ritenute «gravi» e «inaccettabili», anche in considerazione del ruolo istituzionale di Salvini. Due telefonate di protesta sono state inoltrate nelle ore successive: una dall’ambasciata francese a Roma alla Farnesina, una direttamente dall’Eliseo a Palazzo Chigi.