L’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica, guidato da Carlo Cottarelli, ha mostrato numeri alla mano come il governo Meloni sia stato il migliore per la riduzione della spesa in rapporto al Pil. Una medaglia, da appuntarsi sul petto, che arriva direttamente dallo studio denominato “Formiche e cicale: quale governo ha speso di più negli ultimi decenni?”. Entriamo nel merito. Il primo posto arriva grazie all’effetto della scomparsa dei bonus edilizi, con un calo del 3,6% nello scorso anno. Invece il secondo esecutivo Conte, nel 2020, è quello che ha registrato - assieme a una contrazione della crescita economica - gli aumenti maggiori.
Un dato, escludendo i periodi di recessione, riguardante gli aumenti maggiori riporta, invece, al 2003 ai tempi del governo Berlusconi II. Un’analisi storica che parte dalla fine degli anni ’90, momento in cui l’ipotesi e la prospettiva riguardante l’ingresso nell’euro richiese un rigore fiscale senza precedenti. Infatti la spesa pubblica è passata dal 40%, circa, del Pil fino al 46,7% del 2024. Lo studio, mettendo in fila tutti i dati, pone l’accento su come la spesa pubblica primaria - ovvero quella non influenzata dagli interessi sul debito pubblico- ha avuto una crescita vicina al 10%, riguardante il Pil, passando dal 40,4% del 1995 al 50,3% di due anni fa. Infatti 24 mesi fa la spesa era profondamente influenzata dai bonus edilizi.






