Una bambolina bionda sexy con gli occhi chiari si infila un paio di jeans da ragazzo. Nessuno spazio lasciato alle curve sotto, e quindi praterie sterminate su cui far correre l’immaginazione, alcuni centimetri di pelle scoperta sopra, il seno è strizzato da un giacchino in denim e l’ombelico si vede ora sì ora no. La campagna pubblicitaria di American Eagle con l’attrice Sydney Sweeney, che secondo la sinistra americana sta riportando in vita il Terzo Reich e le sue aspirazioni eugenetiche, ha fatto se non bingo, almeno ambo.
Ambo perché, tra le polemiche e gli apprezzamenti del presidente americano Donald Trump («è la più sexy in circolazione», ha commentato), il titolo del marchio è salito in borsa per almeno due settimane. Non urliamo “bingo” perché lo spot è di modesta originalità: vero è che le bionde sexy (e repubblicane), dopo anni di pubblicità inclusive con modelle non binarie, obese o con le ascelle pelose, sono tornate un’idea rivoluzionaria ma, e sai la novità, siamo attratti da persone attraenti. Inoltre, il gioco di parole tra le parole “jeans” e “genes” (geni) è antico come i centrini della nonna. «I geni vengono trasmessi dai genitori ai figli, determinando caratteristiche come il colore dei capelli, la personalità o il colore degli occhi. I miei jeans sono blu», dice Sweeney, mentre la telecamera le inquadra il volto rivelando i suoi occhi azzurri.






