Alla vigilia degli Us Open, che affronterà da campione in carica, Jannik Sinner si regala una intervista intima e privata sul Corriere della Sera, svelando lati nascosti della sua vita e della sua formazione. Un esempio? Come passa il tempo a New York, tra un allenamento e un appuntamento media.

"So di avere un po' più tempo e c'è un negozio di Lego molto vicino al mio hotel - racconta l'altoatesino, numero 1 al mondo -. Perciò ci sono andato, ho comprato una Porsche. E l'ho finita in un giorno, in cinque ore. Allora ho pensato: me ne serve una più grande. Il mio istinto mi dice che l'ultima che ho preso è troppo grande... Ma mi piace. Metto su la musica e penso ad altro. Quando sei un tennista o un atleta, hai così tanti pensieri nella testa, e anche pressioni. Tutto il tempo. E quindi di sera mi piace".

JANNIK SINNER, L'ALLARME PRIMA DEGLI US OPEN: "NON POTEVA ANDARE PEGGIO"

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Decisamente lontano dalla mondanità amata, per esempio, dal suo grande rivale Carlos Alcaraz. Peraltro, lo spagnolo nelle stesse ore dell'intervista di Jannik ha sottolineato come a Flushing Meadows l'italiano abbia "un bersaglio bello grosso" sulla schiena, dicendo di volerlo sfidare in finale. Lo spera anche Sinner, confidando che vada meglio rispetto a qualche giorno fa a Cincinnati, quando l'ultimo atto è finito dopo appena 23 minuti, sullo 0-5 per Carlitos, con Sinner costretto al ritiro a causa di un fortissimo virus.