Inizia ad elaborare, Jannik Sinner. Inizia ad affrontare quanto accaduto a Parigi, nella drammatica finale del Roland Garros, i tre match-point non convertiti nell'epica finale contro Carlos Alcaraz. Passata qualche settimana da quella partita, strepitosa ma da incubo, il ragazzo di San Candido si confida a Der Spiegel, dove ragiona su quanto accaduto.
"Ho cercato di tenere il telefono abbastanza lontano da non poterlo raggiungere. Ma ho guardato gli highlights. E i match-point che ho avuto. Certo, non si dimentica una cosa del genere. Ma non la vedo come una cosa negativa. A volte fa bene ricordare situazioni come queste. La prossima volta che mi troverò in una situazione come questa, saprò cosa devo fare diversamente", ha premesso il numero 1 al mondo. Insomma, per elaborare il "lutto", Sinner, ha deciso di "scacciare" lo smartphone. Decisione saggia, che però la dice lunga su quanto sia stato tosto, vivere quei momenti.
Riguardare il match - perché poi il momento è arrivato - è stato un passo doloroso ma necessario. "Sul 15-40 ho tirato la risposta troppo lunga, il che mi ha dato fastidio. Carlos ha semplicemente giocato bene per il resto della partita, sempre molto vicino alla linea, con molta potenza. Poi io ho tirato la palla in rete. È una conseguenza di ciò. Non credo di aver sbagliato poi così tanto in quei match point. Sono successe cose che non posso cambiare. Ci ho fatto pace. All'inizio è stato doloroso per me, vedevo solo il lato negativo. Poi, lentamente, sono arrivati i pensieri positivi”, ha aggiunto Jannik.






