"In momenti come questi è più difficile parlare che giocare. È dura, molto dura, vi mentirei se vi dicessi una cosa diversa. Certo, sono contento di aver fatto parte di una partita come questa, di un pezzo di storia del tennis, ma se non fossi dispiaciuto per aver perso vorrebbe dire che in me c'è qualcosa di sbagliato. Stanotte di sicuro farò molta fatica a dormire. Ma è capitato a tanti altri tennisti, ora tocca a me. Di occasioni ne ho avute tante, è vero. All'inizio del terzo, quando sono andato sotto di un break, magari se avessi tenuto il servizio… Se avessi tirato il diritto sul matchpoint… Non credo di avergli dato punti facili, e quando stai giocando non pensi a che cosa ti sei fatto scappare, continui a dare il massimo. Ma ora che è tutto finito, fa davvero male".

È un Jannik Sinner distrutto quello che è uscito sconfitto dalla finale del Roland Garros contro Carlos Alcaraz. Ma non c'è tempo per piangere sul latte versato. In programma ci sono ancora tornei prestigiosi. E soprattutto sta per iniziare la stagione sull'erba, quella che porterà a Wimbledon. Il numero uno al mondo ha quindi a disposizione tre settimane per elaborare il lutto, come ricorda La Stampa. "Ho bisogno di prendermi il mio tempo - ha spiegato in un'intervista rilasciata alla Stampa -. Poi andrò ad Halle, per preparare Wimbledon, il prossimo obiettivo. Piangere non serve, per rimettersi in pista c'è solo un modo, ricominciare a lavorare. Se non lo fai finisci per uscire di strada, e io non ho intenzione di uscire di strada".