Spunta nell’Italia che ha confuso ormai la libertà di culto con l’islamizzazione radicale la figura (ovviamente garantita dalla Costituzione più magnanima della storia, soprattutto quando a leggerla è una certa sinistra) del jihadista a sua insaputa. Trattasi di sedicente magnanimo operatore sociale del multiculturalismo che minaccia di querele i giornali che scrivono di lui (come nel caso di Mohammad Hannoun e Il Tempo) e mobilita le associazioni da lui guidate in una generale battaglia per «fermare» i giornalisti attendendo «la vittoria» di Hamas.