Un fuorisede su 25 ce la fa. Per tutti gli altri niente posto letto in struttura pubblica, c’è solo l’opzione dettata dal mercato che spinge i prezzi delle singole fino a 700 euro al mese, dipende dalle zone e dai servizi che offrono. Il quadro di Roma in termini di soluzione abitativa per gli studenti, è dipinto a tinte fosche: a fronte di quasi 70 mila fuorisede, dato per altro in crescita, ci sono solamente 3.100 camere tra studentati pubblici, residenze private in convenzione e bandi regionali. In pratica una copertura di poco superiore al 4 per cento: uno su 25, appunto. In linea, cioè, con quanto succede in Italia, dove l’esercito di chi studia lontano da casa conta 900 mila soldatini, con pochi soldi in mano ma con tanta voglia/ansia di futuro, e i letti pubblici sono appena 46 mila (fonte: Unione degli Universitari). E questo nonostante la spinta messa in campo dal Pnrr per ulteriori 60 mila alloggi da costruire entro giugno dell’anno prossimo (1.700 solo a Roma), di cui, però, meno di 12 mila sono già pronti all’uso.