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Il Fringe Festival è un’occasione come poche per mettere in contatto artisti, pubblico, media e produzioni. È una delle più grandi manifestazioni di arti performative al mondo e ogni agosto da oltre settant’anni grazie ai suoi spettacoli di teatro e stand-up comedy porta a Edimburgo milioni di persone, trasformando la città in uno spazio aperto dove qualsiasi artista, almeno in teoria, ha le stesse opportunità di successo. Di recente tuttavia il sito di notizie Edinburgh Magazine lo ha descritto come «un festival a un bivio», con un «elefante nella stanza»: i prezzi sono così alti che di fatto per gli artisti emergenti – da sempre una delle presenze più caratteristiche della manifestazione – il festival non è più così accessibile come era una volta.
Edimburgo ha poco più di 500mila abitanti e secondo i dati dell’amministrazione locale il numero di turisti arrivati in città nel 2023 è più che triplicato rispetto a vent’anni prima. Nell’agosto del 2024 l’hanno visitata oltre 3,91 milioni di persone, di cui più di 3 milioni arrivati solo per il Fringe, l’evento pubblico più importante della Scozia e il più noto tra i vari festival estivi che si tengono nella capitale sempre ad agosto. Poco più della metà del pubblico del Fringe arriva proprio dalla Scozia: questo vuol dire che ogni anno nelle stesse settimane ha bisogno di alloggiare in città o nelle sue immediate vicinanze circa un milione e mezzo di persone in più.









