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Nel 2013 più o meno in questo periodo l’allora semisconosciuta comica inglese Phoebe Waller-Bridge raccolse un po’ di soldi su una piattaforma online, fece le valigie e partì con altre sette persone per Edimburgo, «incrociando le dita perché la gente venisse a vedere quello che avevamo fatto».
In un palco sotto a un tendone Waller-Bridge si esibì in Fleabag, un monologo sulla vita sessuale e lavorativa di una ragazza non più giovanissima in una grande città. La recensione del Guardian fu perplessa, ma tre anni dopo quel monologo divenne una omonima serie tv di grande successo che rese Waller-Bridge una delle attrici e sceneggiatrici più richieste della sua generazione.
Quella prima, embrionale versione di Fleabag fu presentata a Edimburgo durante il Fringe Festival, uno degli eventi di spettacolo e arti performative più noti e partecipati al mondo, che ogni agosto per tre settimane ospita migliaia di esibizioni di altrettante attrici e attori provenienti da decine di paesi. Passati oltre settant’anni dalla prima edizione, il Fringe è ancora il festival a cui puntano gli artisti emergenti di tutto il mondo, per sperare di replicare il successo di Waller-Bridge e di moltissimi altri che sono passati da lì.









