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Il 36enne è stato fermato nelle campagne dopo una segnalazione. Il papà della vittima: "Lei l'ha cacciato fuori secondo me perché non lavorava"

La lettera alla madre e poi la fuga: "Ho fatto una cavolata". È così che il 36enne Christian Persico ha definito l'uccisione della sua ex compagna, Assunta Sgarbini, per tutti Tina, 47 anni, in una lettera lasciata ai genitori. Sono stati loro a chiamare le forze dell'ordine invitandole ad andare a casa della donna, temendo potesse essere accaduto qualcosa. E il loro istinto non si sbagliava. A scoprire il cadavere sono stati i Carabinieri della stazione di Montecorvino, che hanno subito notato sul corpo della donna quelli che apparivano come segni di un'aggressione ai suoi danni. La conferma è arrivata dal medico legale, giunto poco dopo sul posto insieme al magistrato.

Persico è stato rintracciato in località San Pietro, a Montecorvino Rovella, grazie a una segnalazione di un cittadino che lo ha notato camminare in stato confusionale. All'arrivo dei militari sul posto, il 36enne non ha opposto resistenza. Accompagnato al Comando Stazione di Montecorvino Rovella per gli ulteriori accertamenti, la sua posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria. La dinamica è ancora da chiarire: il corpo della donna è stato portato a Eboli dove verranno effettuate le analisi del medico legale: nessuno parla di litigi ricorrenti tra i due, ma l'ipotesi più accreditata è che il 36enne, al termine di una violenta lite, forse legata alla fine della loro relazione, cominciata nel 2016, l'avrebbe strangolata. La donna lascia tre figli nati da una precedente relazione, i quali al momento della tragedia non erano presenti.