Rimini, 23 ago. (askanews) – “Una persona che si trova in Italia, che impara la lingua italiana, che si inserisce in un percorso di formazione professionale, che trova un lavoro, che vuole essere parte della nostra comunità deve avere un permesso di soggiorno per poter essere parte di questa comunità”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, al panel “Dall’accoglienza al lavoro: le nuove frontiere dell’integrazione” organizzato al Meeting di Rimini.

“Abbiamo bisogno di un sistema più semplice perché oggi il quadro di norme che devono affrontare coloro che si occupano di progetti Sai, di formazione professionale e di integrazione è un coacervo di norme tutto tranne che ispirato al merito”, ha spiegato de Pascale, lanciando una provocazione: “Ministero dell’Istruzione e del merito… proviamo a iniziare a parlare di ‘permesso di soggiorno per merito'”.

Il governatore ha poi affrontato la realtà dei flussi migratori, chiedendo di guardare alla problematica con più realismo: “Tra tre giorni al porto di Ravenna arriverà un’altra nave e il 70% di quelle persone diventeranno clandestine, questo lo sappiamo già. Quella persona che non riceve lo status di protezione internazionale e che rimane clandestina in Italia, se è passata dai centri libici, non ha paura dello status di clandestino o del caporalato”.