SPINEA (VENEZIA) - Un nubifragio senza precedenti ha fatto svegliare Spinea in un incubo: strade allagate, sottopassi inagibili, cantine e garage sommersi, auto sott'acqua, case senza elettricità, alberi caduti e canali a rischio esondazione. La mole d'acqua caduta all'alba ha il picco proprio qui: 180 millimetri in due ore, un evento paragonabile a quello che due anni fa devastò l'Emilia Romagna: impossibile assorbirla per la rete di una delle tre città più densamente popolate del Veneto. «Per fortuna hanno tenuto gli invasi - dicono dal Comune - altrimenti sarebbe stata una tragedia».
Chi chiama i Vigili del fuoco o la Protezione civile si rende conto che la situazione alle prime ore del mattino è già molto critica: «Ho chiamato e mi sono resa conto che era un vero dramma: ci hanno detto che eravamo intorno all'intervento numero 210», racconta una residente della zona di via Matteotti. Lì vicino, in cimitero, un'altra emergenza: la parte più bassa è sommersa e l'acqua copre le lapidi. Comune e Veritas intervengono e l'area viene interdetta. Il condominio Cortina al Villaggio dei fiori che si è trovato immerso in 60 centimetri d'acqua. «I garage sono allagati, è tutto da buttare» racconta Dino, un residente delle case del Comune di Venezia -. Un albero è caduto sopra un'auto». Ma l'acqua è ovunque, dal centro alle frazioni. Il sindaco Franco Bevilacqua, insieme al vicesindaco Emanuele Ditadi, è in sopralluogo per verificare i danni. «Le precipitazioni sono state senza precedenti e hanno causato allagamenti in alcuni punti critici, come via Luneo in prossimità del sottopasso, e via Matteotti e laterali, via Bennati, in piazza Cortina e strade vicine. Anche in piazza Taormina e nelle vie attorno si sono registrati allagamenti e un albero è caduto danneggiando un'auto. Abbiamo verificato la caduta di alberi anche in viale Viareggio, in via Torcello e in via Mion. In via Desenzano, 25 famiglie sono rimaste bloccate da un contatore in corto con pericolo di incendio, che ha richiesto l'intervento dei vigili del fuoco».






