Sul rombo monotono delle auto in corsa di una strada panoramica di New York si è infilata una voce sottile, disperata, che non apparteneva a nessun clacson. Era un miagolio. Un grido di aiuto di un minuscolo gatto che nessuno si sarebbe aspettato di sentire su un’autostrada.

Lì, sulla corsia centrale della Meadowbrook Parkway, tra camion e berline che sfrecciavano a pochi centimetri, un puntino di pelo era immobile, paralizzato dal terrore. Gli automobilisti, increduli, suonavano per spingerlo a spostarsi, ma il gattino sembrava pietrificato. Fino a quando, in un guizzo di istinto, ha corso verso il ciglio, nascondendosi nella vegetazione.

Il salvataggio pericoloso

Per sua fortuna, a Long Island vive John Debacker, un uomo che ha fatto del salvataggio animale una missione di vita. Gatti sugli alberi? Lo chiamano. Anatre finite nelle fogne? Lo chiamano. Cani abbandonati? Sempre lui. Non importa l’ora: John risponde e parte.

Quella mattina, stava sfamando i gatti randagi quando è arrivata la telefonata: “C’è un cucciolo in autostrada, serve aiuto subito”. Mezz’ora dopo era sul posto, attrezzatura in mano e sguardo puntato sulla boscaglia. Tra rami secchi e foglie mosse dal vento, un miagolio flebile lo ha guidato fino a lui: sporco, tremante, occhi spalancati. Bastava un passo falso e sarebbe potuto tornare in strada. Così John, insieme alla persona che aveva lanciato l’allarme, ha usato pazienza e strategia: circondare la zona, frapporsi tra lui e l’asfalto, attirarlo con un po’ di cibo, rispettando i suoi tempi.