KIEV - Le sirene dell’allarme aereo echeggiano nel cielo nuvoloso di Kiev proprio mentre Mark Rutte si avvia al palazzo presidenziale per l’incontro con Volodymyr Zelensky. Nella capitale sono un poco più tranquilli da quando le armi americane pagate dagli alleati hanno ripreso ad arrivare contribuendo a fare scudo contro i missili e droni sparati dai russi: il segretario generale della Nato può continuare la sua visita in relativa tranquillità. Ma la situazione è molto più grave nel Donbass insanguinato dall’offensiva di terra voluta dallo Stato maggiore di Mosca e caratterizzata anche da continui bombardamenti sui centri urbani. Artiglierie e bombe plananti lanciate dall’aviazione non danno tregua ai soldati concentrati in difesa e ai circa 250.000 civili che ancora risiedono nelle zone controllate dall’esercito ucraino.