La vicenda risale a quattro anni fa, quando Laura Ziliani fu drogata con benzodiazepine sciolte nei muffin, prima di essere soffocata a mani nude e sepolta vicino al fiume Oglio, dove il suo corpo venne ritrovato tre mesi più tardi. Alla base del delitto, secondo quanto ricostruito dalle indagini, ci sarebbe il particolare intreccio amoroso tra le due figlie, Paola e Silvia Zani, e Mirto Milani, amante di entrambe, che era riuscito a creare una simbiosi insolita fino a ordire un piano omicida raccapricciante, ispirato alla serie televisiva Breaking Bad. Da quel telefilm, avrebbero preso spunto le figlie e il terzo uomo. Incastrato quasi subito Milani, le due sorelle Zani per mesi si sono finte addolorate, ma sono state costrette a confessare quando un compagno di cella del loro amante ne ha raccolto le confidenze, decidendo di consegnarle alla Procura. Un piano diabolico e inquietante, per eliminare una mamma (e suocera) scomoda e poter iniziare a vivere liberamente quell’intreccio amoroso insolito.
Il sigillo della Cassazione sul caso Ziliani: il “trio criminale” e il delitto che ha sconvolto l'Italia
La Corte di Cassazione mette il sigillo finale sulla tragica storia di Laura Ziliani , l’ex vigilessa di Temù (Brescia) narcotizzata...






