di
Guido Olimpio
I battaglioni di mujaheddin si muovono autonomamente. Le stime parlano di 20-30 mila militanti, magari non troppo esperti ma che imparano ogni giorno sul campo
Come altre volte i guerriglieri sono sbucati da un tunnel nei pressi di una palazzina trasformata in postazione israeliana a Khan Younis, nel sud di Gaza. I soldati sono stati colti di sorpresa ed hanno reagito solo dopo che i mujaheddin hanno aperto il fuoco. È seguita una battaglia durata tre ore con 15 militanti uccisi, compreso uno schiacciato da un carro armato mentre tentava di sparare un razzo anti tank. Tre i militari feriti.
Hamas ha esaltato l’operazione parlando anche di un’azione suicida. Di sicuro era una missione di non ritorno, votata al martirio. L’Idf, invece, ha aperto un’inchiesta per scoprire il mancato allarme. La galleria usata dal commando era conosciuta ed era stata in parte neutralizzata ma gli «scavatori» – stando alla versione ufficiale – hanno aperto un’uscita secondaria e sono stati in grado di sferrare il colpo. Erano bene armati, avevano una barella che forse volevano usare per trasportare un eventuale prigioniero. Infatti, l’intelligence ha lanciato l’avviso: la fazione vuole mostrare la propria forza catturando ostaggi durante la nuova offensiva decisa da Tel Aviv.













